GRAZIE PER LA FIDUCIA ACCORDATAMI!

 

Queste pagine saranno utilizzate come apgnine di serivizio per poter descrivere e in tempo reale inserire materiale e tutto ciò che riguarda il servizio civile Nazionale

 

 

 

 

 

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Ciao a Tutti sono Cesare Maria Calabrò, e sono un volontario presso l’ente dei salesiani. Ho 27 anni è studio Pubbliche Relazioni a Caltanissetta.

Faccio parte del servizio civile nazionale perché penso che l’esperienza di vivere a contatto, nel mio caso di giovani che hanno bisogno di essere seguiti e accompagnati, possa essere un momento che nella mia vita sia nodo fondamentale per poter essere un buon cittadino e poter essere il futuro del domani guardando a tutti.

Sono da sempre un amante della vita infatti non a caso svolgo il servizio civile all’interno dell’oratorio salesiano di Canicattì. Nella vita oltre a essere studente alleno le squadre giovanile della Polisportiva Giovanile Salesiano. Ho fatto parte come rappresentante delle province di Agrigento, Enna e Caltanissetta delle consulte pastorali dei salesiani e delle suore salesiane in Sicilia (MGS). Ora che non sono più in prima persona all’interno della consulta, aiuto cercando di accompagnare i più giovani dandogli una mano nei momenti di necessità, perchè loro possano essere i protagonisti.

Il mio essere un giovane in mezzo ai giovani, che hanno bisogno nella vita, per me è fondamentale. Credo in Dio, cosa che potrebbe essere non accettata da qualcuno, ma questa mia fede la voglio sottolineare perché in un momento in cui manca il coraggio di poterlo dire, io voglio essere un laico che sia sempre quello che è.

Potevo non scriverlo questo ma mi piace sottolinearlo, perché,  in tutte le cose che faccio vado avanti con perseveranza sino alla fine.. Non ho paura della stanchezza o del momento di sconforto perché riparto più carico e più convinto di prima, perché con chi dialogo e mi confronto mi danno il coraggio di farlo. Faccio teatro e giro la Sicilia e anche l’Italia, conoscendo e apprezzando le culture dei nostri concittadini di tutta la nostra penisola. Faccio parte del CONI come Presidente provinciale dell’ente di promozione sportiva delle PGS di Agrigento. Sono un animatori di feste, di giochi di cortile, di strada. Mi definisco un giovane che crede nello stare assieme in maniera sana. Credo molto che lo sport, Il teatro, la musica, i mass media e le nuove forme di comunicazione possano essere strumento per metterci in rete e  che possano aiutare a chi ci sta accanto. Ho scelto di stare in mezzo ai giovani, anche i meno abbienti, ma non per questo mi esime di dire che ho nella mia visuale della scelta del volontariato gli ammalati, gli anziani, i non vedenti, la natura. Credo fortemente che il servizio civile svolto solo per un anno e solo per soldi, non serva a niente è una scelta che ci deve far maturare e ci deve dare sbocchi per il futuro. Vorrei che il mio programma possa essere integrato con le vostre idee e le vostre proposte,  per questo vi do la mia e-mail cesare1979@virgilio.it.

Anche solo per farmi delle domande non esitate a contattarmi sono a vostra disposizione

Qualche foto per conoscermi

IL PROGRAMMA

 

1.                  Valorizzazione del volontario

 

            Il volontario non deve essere visto solo come una persona posta in quel determinato servizio e basta. Deve essere parte integrante dell’ente e deve essere protagonista dell’anno e della sua esperienza.

 

2.                  Volontari oggi… lavoratori domani…

 

            Perché non cercare di dare al volontariato anche le basi per il futuro? Tra di noi ci sono laureati e diplomati, che sono alla ricerca di posto di impiego. Perché il servizio civile deve essere solo posteggio per un anno? Il servizio civile deve essere un momento qualificante e forte per la maturazione di chi lo svolge.

C’è bisogno che al volontario si diano le basi per poter intraprendere progetti con la comunità europea. Progetti che se sviluppati con gli enti in cui si sta prestando il servizio possono essere qualificanti per glie enti e gratificanti per i giovani, e ci tengo a sottolineare non solo dal punto di vista remunerativo. Un ente che ha conosciuto per un anno un giovane e continua il suo rapporto di fiducia e di collaborazione, avrà la qualità e la giusta assistenza per poter portare avanti nuove iniziative che possano aiutare chi ci sta accanto.

 C’è bisogno che il volontario sia riconosciuto dal governo regionale e nazionale come personale qualificato per poter essere inserito nella graduatorie comunali, provinciali, regionali e nazionali. Questo riconoscimento è utile per poter dare la possibilità ai laureati e diplomati di entrare nella pubblica amministrazione come dirigenti, come funzionari, come semplici impiegati.

Quando un giorno ci sarà lo svecchiamento della pubblica amministrazione, le pubbliche amministrazioni potrebbero avere già persone qualificate e con esperienza, senza dover ripartire da capo, formando nuovi impiegati.

 

3.                  Volontari in rete

 

            Essere in rete, potersi scambiare le proprie esperienze, le proprie  gioia e potersi anche sfogare, è un momento importante per far vivere bene l’anno al volontario. Ci vorrebbe un call center, un forum, un numero verde che possa aiutare il volontario a risolvere i vari problemi evitando i soliti cavilli burocratici.

Occorrono meno carte e più coesione tra volontari.

Potrebbe essere pure una bella esperienza creare dei momenti regionali di festa e  di sport. Almeno una domenica all’anno, si potrebbe organizzare la festa del servizio civile regionale, dove ci si incontri in allegria senza distinzione di sesso, razza, religione o professione politica.

Il volontario potrebbe essere inserito,  con un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, dove possa praticare assieme ai colleghi lo sport che più gli piace in massima libertà e soprattutto assistito e coperto da un ente sportivo autorevole.

 

 

 

4.                  Essere strumenti di vita

 

L’esser volontario del servizio civile non significa essere volontari solo per un anno, ci vogliono, delle strategie in cui il volontario possa lavorare con l’ente anche in futuro, anche in gratuità. Sarebbe bello vedere che il volontario torni nell’ente dove ha operato per dedicare anche solo un ora al mese, il servizio che prima faceva da volontario retribuito ora lo fa in piena gratuità . Questo si potrà avere solo se la sinergia tra ente e volontario sia fatto da un legame forte che li unisce in quanto persone e non cose.

 

5.                  Gli Enti protagonisti assieme ai giovani volontari

 

Ciò che più mi preme e auspicare che gli enti lavorino non  con i giovani volontari ma ASSIEME ai giovani volontari. Rendendoli protagonisti del loro ente.  Dandogli la fiducia che si da ad un partner e non ad un impiegato. Molti enti già lo fanno, ma sono delle mosche bianche. C’è bisogno che tutti gli enti entrino nell’ottica che il volontario del servizio civile non è un strumento ma un mezzo per poter qualificare la propria struttura. Il volontario deve anche riuscire ad integrarsi con l’ente guardandolo non come un datore di lavoro “ah, grazie oggi ho svolto il mio servizio ci vediamo domani” – “oggi è il giorno della busta paga, bene!” Noi dobbiamo essere, e soprattutto lo dobbiamo volere di essere, persone che li dentro contano perché hanno a cuore il bene dell’ente e di chi assistiamo.

 

 

6.         Crescita e formazione

 

La formazione fatta al volontario deve essere una formazione che possa dare strumenti concreti, non solo per il periodo legato all’anno in cui svolge il servizio, ma soprattutto per la vita. Al volontario non si deve solo dare la formazione specifica, che è importante poter operare nel campo dove si volge il servizio di volontariato, ma deve essere una formazione ad ampio raggio. Una formazione che possa servire con attestati qualificati per le prossime esperienze lavorative e della vita.

Bisognerebbe attivare corsi aperti ai volontari per qualificarli.

Corsi di qualifica per pubblica amministrazioni; Stage per operatori del settore sportivo, culturale e  teatrale; Corsi di primo soccorso con attesta di primo soccorritore riconosciuta dal 118 o dalla croce rossa;  Strumenti qualificanti per giovani nel settore sociale. Stage per corsi di comunità europea.

Esperienza di lingua estera. Corso economici e amministrativi. Il volontario deve divenire un professionista da “sfruttare”, si da “Sfruttare” per il bene degli altri e per la gratificazione professionale sua. E quanto si parla di gratificazione personale non parlo non solo economica, anche se è importante, ma soprattutto del proprio io.

 

7. Permessi per gli universitari

 

E' molto importante che i volontari abbiano dei permessi straordinari per poter andare a svolgere le proprie attività formative quale può essere la carriere o di corsi formazione professionale. I volontari che risultano studenti dovrebbero avere a loro disposizione 4 ore settimanali più una giornata di permesso per gli esami. Tale ore tutelerebbero in modo chiaro sia volontario che all'ente. L'universitario riuscirebbe a continuare la sua carriera universitaria o di corsista professionale, mentre l'ente avrebbe la sicurezza di non avere momenti di mancanza di aiuti per lo svolgimento delle normale attività quotidiane.